Second Life: davvero una seconda vita?

Ormai quasi tutti i giorni leggiamo sulle varie riviste di comunicazione di una nuova società Italiana che organizza un evento,  apre un ufficio o comunque cerca di darsi visibilità su Second Life. Questo nuovo mondo virtuale che sembra davvero essere diventato un prezioso canale di comunicazione alternativo. Perfino una club di calcio come l'Inter ha deciso di crearsi una propria isola per migliorare la propria immagine internazionale!

Tuttavia notiamo anche che sono solo 10.000 gli utenti Italiani che girovagano su questo mondo alternativo animati da più svariati desideri, fare nuove conoscenze, dimenticare i problemi del mondo reale o semplicemente per pura curiosità.

Sperimentare Second Life è certamente un'ottima idea ma i costi sono significativi e soprattutto è difficile stabilire l'obiettivo di un operazione di marketing con questo canale e soprattutto misurarlo. Ottenere traffico o comunque "actions" è abbastanza improbabile e dubbi sorgono anche quando di pensa alla  brand awareness, visto che il target è ignoto ed anche qui la misurazione del ROI presenta indubbie difficoltà.

Ci piace pensare che stare su Second Life è trendy ma come tutti i trends c'è il pericolo che ad un certo punto passi di moda. Non è nostra intenzione scoraggiare operazioni del genere che noi stessi abbiamo sperimentato quanto quello di affrontare la cosa in modo pragmatico e progettuale, definendo obiettivi, investimento e ritorni. Il sospetto che Second Life possa risultare una bolla speculativa buona solo a fornire un argomento di un comunicato stampa c'è e non ha senso negarlo, sta a noi markettari evitare che questo succeda.

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